Sciogliere la Parola...

Non si tratta di scioglilingua, ma di sciogliere come una pastiglia medicinale questa potente vitamina nel mondo personale, sociale, religioso e universale.
La potenza della Parola, finchè è asettica,
e non entra in simbiosi col nostro mondo, a nulla vale.
E le spiegazioni di essa, peggiorando la situazione, la rendono invivibile, allergica e cristallizzata in una religione che non entra mai in relazione con l'umanità, e invece del dialogo (che pur apparentemente e falsamente è conservato) accentua il dogmatismo, l'integralismo e il logorrismo incapace di farsi vita.
L'intelligenza sulla Parola non rende affatto intelligente la Parola, anzi la maschera di ipocrisia e la rende sempre più lontana dal cuore umano...e anche da quello divino.
Fare esperienza della Parola, invece, rende l'analisi di essa uno sciogliere nel sangue umano e nel tessuto universale la potenza e l'efficacia di essa, al di là di ogni misurazione umana.
Spesso sono gli incapaci umanamente, i folli e le assurdità a renderla più appetibile.
Spesso sono le intelligenti spiegazioni a ridurla a cagnetta di compagnia di una teologia superba e incapace di interagire con l'umanità e con la stessa divinità.
Sciogliere la Parola è un compito urgente, ma sopratutto un dono che viene accolto nell'accorgersi e nel meravigliarsi della sua presenza rinnovante e rivitalizzante nella coscienza universale.
Allora, solo allora, la Parola viene gustata e sentita fin nel midollo delle ossa, partecipe fino in fondo e appieno di ogni vissuto, umana come l'umano e divina come il divino, in modo naturale proprio come la sua e nostra natura.
Senza sforzi, senza concentrazioni, senza intelligenze orgogliose di dogmatismi perduti nel proprio io, la Parola può fare capolino nel gioco della nostra storia, recandole significato, orientamento e fine, perchè ogni cosa sia sempre inizio di novità e mai fine a se stessa.
Sciogliere la Parola è scegliere la Parola, ma sopratutto accorgersi di essere scelti, amati e coniugati in questa realtà misteriosa e sorprendente che illumina il mondo con l'equilibrio della sua serenità.

* * * * " STEREUANGHELION "

La Parola del Vangelo non dice solo quello che gli facciamo dire, ma va oltre; in essa appare una dimensione nuova che il solo udire con fretta non permette di captare; occorre avere una capacità nuova di ascoltare e di vedere, un'ottica diversa, che apre la Parola, facendo intravedere, sentire e gustare la realtà che sta oltre se stessa e noi.
Provare per credere...
Sapete che cosa sono gli " STEREOGRAMMI "...
Gli stereogrammi altro non sono che una realta' "virtuale":
una immagine all'apparenza semplice o inutile
che in realta' cela un'altra immagine nascosta al suo interno!
Non si puo' credere o pretendere di vedere l'immagine tridimensionale nascosta in uno stereogramma , in una condizione di tensione o di "arrabbiatura":, di fretta o di distrazione; vedere uno stereogramma e' come degustare - come per un vino - la Parola:
...occorre meditazione.
Anzi, quando ci si predispone ad osservare uno stereogramma , e ci si "perde" nell'immagine che si ha di fronte, avviene quello che forse per anni si e' cercato di ottenere :
...il massimo del rilassamento fisico e una grande soddisfazione psichica.
Insomma, quando arrivi ad esplorare l'immagine contenuta nello stereogramma, ti rilassi profondamente e a tutti i livelli per alcuni minuti e ti senti appagato.
            Ma come fare per vedere queste immagini nascoste ?            
La visione stereoscopica contiene un trucco, indipendentemente dalla tecnica che si utilizza: quello di dare ad ogni occhio un'informazione leggermente diversa.
A quel punto, dopo aver imparato la tecnica giusta, occorrono pochi secondi per poter visualizzare le stupende immagini tridimensionali nascoste negli stereogrammi.
Ovvero improvvisamente la pagina diventa sfuocata, passa da due a tre dimensioni e dallo sfondo emergono e si modellano livelli di prospettiva diversi, parole, forme, figure...
Ad eccezione di alcuni stereogrammi che necessitano di impiego di visori o particolari apparecchiature, gran parte delle immagini tridimensionali possono essere visualizzate ad occhio nudo.
Esistono due tecniche particolari che permettono la stereovisione:
La tecnica in parallelo (e' come se guardassi qualcosa in lontananza): il punto di messa a fuoco deve essere oltre, ma non troppo, il piano contenente lo stereogramma.
Ad esempio: metti a fuoco un oggetto a circa 1 - 2 metri di distanza; interponi tra l'oggetto e i tuoi occhi uno stereogramma muovendolo avanti e indietro lentamente in modo tale da trovare la posizione in cui dall'immagine sfuocata "esce", "si sprigiona" l'immagine tridimensionale.
Non cercare di mettere a fuoco il monitor o il foglio...aspetta ...a tal punto l'immagine sara' perfettamente a fuoco.
A volte l'immagine appare poco per volta, a volte improvvisamante.
La sensazione, comunque, è stupenda.
La tecnica incrociata (richiede l'incrocio degli occhi): interponi un dito o una penna tra l'immagine e gli occhi.
Mantenendo così gli occhi, sposta la tua attenzione sull'immagine.
Poi regola gradualmente la distanza tra dito e immagine.
Al raggiungimento della posizione corretta attendi...aspetta...
apparira' l'immagine tridimensionale.
Gli stereogrammi ci danno anche
un "insegnamento morale":..."spesso l'apparenza inganna".
Ci propongono inoltre
un "insegnamento pratico" su come..."guardare oltre le apparenze".

Raccontiamoci una Fiaba...

Un boscaiolo e sua moglie, non avendo più di che sfamare i loro 7 figli,
decidono di abbandonarli nel bosco.  
Il più piccolo dei fratelli, Pollicino, avendo udito per caso la conversazione dei genitori, si riempie le tasche di sassolini bianchi.  
Il giorno dopo, quando i genitori condussero i figli nella foresta con una scusa, Pollicino lascia cadere i sassolini dietro di sé; seguendo questa traccia riesce a riportare i fratelli a casa.
Il giorno dopo la cosa si ripete, ma questa volta Pollicino ha a disposizione, per segnare il sentiero, solo briciole di pane, che vengono mangiate dagli uccelli.
I 7 fratellini, perduti nel bosco, chiedono ospitalità in uno stupendo palazzo.
La padrona di casa decide di accoglierli, ma li avverte che il marito è un Orco che mangia i bambini, e nasconde i 7 fratelli con cura per proteggerli.
Quando il marito rientra, però, sente odore di carne fresca (pronunciando la celebre "Ucci ucci, sento odor di cristianucci") e presto scopre gli intrusi, decidendo di mandarli a morte il giorno successivo.
Nel frattempo Pollicino scopre che l'Orco ha 7 figlie, che egli ama tanto da aver donato a ciascuna di loro una coroncina.
Nottetempo, si introduce nella camera delle orchette, sottrae loro le corone, e le appoggia sulla testa dei propri fratelli.
L'Orco, svegliatosi nella notte con l'intento di sgozzare i bambini, viene tratto in inganno dalla "sostituzione" e sgozza le proprie figlie.
Pollicino e i suoi fuggono e l'Orco, avendo scoperto della tragedia avvenuta a causa dell'astuzia di Pollicino, indossa gli stivali delle 7 leghe per raggiungere i bambini in fuga.
Anche questa volta Pollicino lo supera in furbizia; aspettando che l'Orco si addormenti, Pollicino gli ruba gli stivali e torna dalla moglie dell'Orco.
Le racconta che l'Orco è stato rapito dai briganti che vogliono un riscatto.
La donna dà tutto l'oro che possiede a Pollicino, che può tornare con i fratelli dal padre con denaro sufficiente a liberarli per sempre dalla fame.
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* Come la Parola di Dio è simile a quei sassolini e briciole?...
** Come l'atteggiamento del cristiano e di Pollicino si assomigliano?...
*** Come per Pollicino, il cristiano quali atteggiamenti positivi può vivere?...
**** Come in Pollicino, quali atteggiamenti del Vangelo sono simili nella vita?...

______ ART&UANGHELION


Prezioso e molto gradito il dono che Fabio ci fa del ritratto dell'Addolorata,
poi abbracciata al suo Gesù sulla croce.
Un'opera di intenso colore e densità di strati che si accostano in quel movimento dell'atmofera esteriore attorno alla croce, quasi a contrastare il nero cupo dell'Amante piangente curvo sotto la tenebra, in basso; ma trasformantesi, poi, in una risalita amorosa, nell'innalzarsi verso quel cielo che riveste la Donna dipingendola del suo blu.
Quasi una metamorfosi dalla tenebra alla luce, dal basso all'alto,
dal distacco penoso all'abbraccio amoroso.
Il dramma emerge da quei densi colori che pare quasi che fremano, a contorno, in un cielo che partecipa allo stesso destino prima, e poi all'evento prodigioso.
La Madre sembra rianimare
col soffio del suo materno amore il Figlio,
quasi intermedia potenza e anticipo del suo Spirito di Resurrezione.
Un'opera che raccoglie il fatto e lo trasforma in miracolo colorito,
  invitandoci a partecipare all'atto dell'amore Materno.

Oltre la serietà...


Lazzaro
La Parola di Dio va presa con coscienza, sì, 
ma mai con troppa serietà.
Infatti, ogni volta che ci si affanna su di essa con l'anima e il corpo, e studiandola minuziosamente, succede che essa si appesantisce della nostra esagerata serietà, e perde il suo valore di serenità che invece appieno ci voleva comunicare.

Trenta denari






A volte, certe realtà di Dio si allontanano dal mondo proprio per questo: non permettiamo loro di condividerne il desiderio di serenità.

Erode



Aprire un sorriso sulla Parola non solo la rende più accessibile e accogliente, ma ci ricorda che l'incontro con il Vangelo non è mai anzitutto uno studio, ma essenzialmente un incontro.

Saper prendersi in giro non è solo un gioco umano, ma anche divino: l'avventura dell'amore, attraverso il sorriso e la situazione della ricerca della verità, riveste le cose serie della realtà più vera: l'essenza, lo spirito che le avvalora.

Fuga in Egitto
Quasi un profumo invisibile ma che si effonde dell'atmosfera nuova che spesso solo l'ironia può ricreare.

I Pastori

Reinterpretare l'umano attraverso l'avventura del sorriso è la caratteristica della Parola, che altrimenti risuona freddamente seriosa e pesante in chi la annuncia e chi la riceve.

Moltiplicazione dei pani
La stessa realtà, detta in modo diverso, fa vivere o morire l'avventura della fede. Per questo è necessario lo "spirito" del dire e del fare.

Lo storpio guarito
E allora, con un sorriso, anche il Vangelo illumina la vita dell'Universo.
Ascensione

Dalle tentazioni alle possibilità

Avere tra le mani una Parola Sacra, da qualunque punto di vista, può diventare una grande tentazione: con essa possiamo infatti accrescere la nostra potenza umana, celandola dietro le apparenze e le appartenenze religiose.    E così, ecco che la Parola rivelata in dono diventa un diritto di proprietà e un controllo del mio io sull'altro, del potere della mia coscienza personale su quella collettiva.   E le conseguenze sono disastrose assai: dal glaciale dogmatismo, che si instaura al posto della vitalità del dogma, sottoponendo il progresso umano al regresso nel passato, al fanatismo religioso, al rito diventato ritualismo, fino al blocco totale dell'esperienza della fede, a favore di una dottrina asettica e impermeabile al dialogo e a ogni tipo di confronto.
La tentazione, a questo punto, diventa doppiamente falsa e ipocrita, mascherandosi dietro la sacralità della Parola, al fine di evitare qualunque apertura, e inattacabile dal basso, perchè giustificata - anche se solo umanamente - dall'alto.
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Occorre ritornare a riprenderci le originali e naturali possibilità, superando così, attraverso l'umile atteggiamento dell'accoglienza e l'atto semplice dell'esperienza, la tentazione di mortificare la Parola Sacra, che ci viene invece proposta per l'energia della vita a tutti i livelli.    Il porre alla base umana occasioni di confronto, senza far perdere - anzi, chiarendo e rafforzando - le diversità e originalità, è ripartire dal positivo del progresso morale globale, universale.    La Parola Sacra, rivisitata e rivissuta nell'incarnazione dell'esperienza umana aperta al confronto, riceve l'"humus" necessario per crescere e per far crescere questa nostra umanità.   Il potere della Parola in noi passa allora dall'andare "contro" all'andare "oltre"; l'emblema passa dal segno della morte al segno della vita; il dogmatismo si sgonfia, a favore del dogma vivo e vivificante; il fanatismo si amalgama attraverso il confronto e rinasce nel dialogo, l'involuzione si converte in evoluzione e apertura; la confusione e la separazione passa dal caos all'ordine che riqualifica in modo netto e schietto l'originalità in cammino.
E la Parola, non più dissacrata dall'umano,
ritorna a vivere come Mistero nuovo e rinnovante
della mente, del cuore e dell'anima Universale.

. . . " Vergini Stolte e Vergini Sapienti "

Vi ricordate quella Parabola delle 10 Vergini, 5 sapienti e 5 stolte?...
Applichiamo un'assonanza tra questa Parabola e le nostre mani, cioè accostando le 5 sagge alle nostre 5 dita che richiamano un atteggiamento positivo, e le 5 stolte che si collegano alle 5 dita della mano che richiamano un segno in negativo...
Le cinque (dita) Stolte (segni negativi):
. POLLICE .
Il dito pollice verso il basso, segno della condanna, del no in negativo, della negazione della situazione che ho di fronte, del voler far morire, dell'uccidere moralmente e fisicamente la realtà che ho di fronte.
. INDICE .
Segno di un dito che addita, che accusa, che vuole scaricare il (pre)giudizio, diventa il "puntare il dito" in segno di morte, di negatività.
. MEDIO .
Sappiamo bene quante volte questo segno del dito medio innalzato indichi disprezzo, insulto delle persone e delle realtà, desiderio di vendetta e augurio di morte.
. ANULARE .
Questo dito, detto anulare proprio per l'anello che deve avere, diventa simbolo dell'infedeltà quando, invece di tenerlo, lo si toglie, volgendosi alla falsa libertà.
. MIGNOLO .
Segno della piccolezza come disprezzo, inutilità, futilità delle realtà che viviamo; in un mondo che punta alla grandezza, è segno del nulla di valore e disprezzo per ciò che è "piccolo".

Le cinque (dita) Sagge (segni positivi):
. POLLICE .
Il pollice in su: segno dell'OK di una realtà, della condivisione, dell'assenso, della partecipazione, del sì, dell'essere favorevole e d'accordo: ecco la prima saggezza.
. INDICE .
Dito indicatore, che insegna additando, richiamando, indicando la strada, la via, mostrando il cammino, che mostra dove c'è una realtà da seguire, dove cercare.
. MEDIO .
Sta in mezzo, questo dito, tra gli altri, richiamando l'equilibrio, il saper saggiamente equilibrare le cose, il porsi a metà come saggezza, come mediazione equilibrata.
. ANULARE .
Il dito che richiama la fedeltà, sul quale si è chiamati a porre la "fede" segno dell'atteggiamento positivo e fedele di una persona all'altra, alle situazioni.
. MIGNOLO .
La piccolezza come richiamo, come segno indicatore del programma di vita del farsi piccoli nello spirito, nel servizio all'altro, nel diminuire il nostro io, nel farsi piccoli.
                                                                                                                                   

__ " DNA " __


La Parola del Vangelo è una realtà misteriosa che contiene la vita e tutte le nostre caratteristiche, che si esprimono nel corso della storia universale.

Il "DNA" della Parola del Vangelo caratterizza e distingue il messaggio della vita nella sua peculiarità, originalità e singolarità, tra le miriadi di messaggi che il mondo ci offre ogni giorno.

Questa "Carta d'Identità" del cristiano non soffoca mai, non scompare mai nella storia; anzi, ogni provocazione che interagisce con la Parola, mette in moto l'evoluzione morale e spirituale: riforma e riequilibria il percorso del farsi del cristiano, adeguandolo al passo coi tempi...
E non certo con i tempi della storia umana, ma con i "tempi dello Spirito" che guida ogni storia, anche quella del nostro DNA.

. . . " Eccetera ". . . " Eccetera " . . .

La Parola del Vangelo non resta chiusa in se stessa, nella fredda analisi della mente umana, ma apre la mente, il cuore e l'anima a chi la incontra, proprio come un amante che incontra la propria amata.
Non è possibile lasciare racchiusa la Parola del Vangelo in una pur attenta analisi della stessa, ma ogni esame e considerazione, se da un lato ci appaga, dall'altro ci sfugge e ci proietta, ora con la fantasia, ora con tutte le capacità umane, oltre la stessa Parola, verso il mondo del Mistero, bramato e amato nel momento della ricerca, della considerazione e dell'attenzione posta in quell'attimo.
La Parola del Vangelo rispecchia la logica dell' "attimo fuggente", di una sosta che poi ci proietta subito oltre i suoi stessi confini; la potenza del Vangelo ci appare proprio nella Parola che si svincola e ci sprigiona dalle limitate considerazioni, e ci avventura nell'infinito cosparso di intuizioni, di suggerimenti, di ispirazioni, che lo spunto della Parola stessa ci aveva fatto all'inizio intuire, come ad incamminarci con fiducia nella scoperta del Mistero.
Ogni Parola del Vangelo, da se stessa, apre un "eccetera" che va sempre e sempre più oltre le parole, i pensieri, le azioni umane, rivelando l'oceano dell'immensità del Regno, invitandoci a "varcare la soglia della speranza", ad essere noi stessi, come specchiandoci nella parola evangelica, "eccetera" vivente, additando oltre noi stessi il farsi di un Mistero nella nostra storia.
Desiderando così di essere sempre più amanti ardenti e gioiosi di questa umanità, nella quale, attraverso i nostri limiti, come in un'alba nuova, sorge ogni giorno il misterioso "eccetera" del Vangelo che si offre a noi.

" Bypass "

Lo scorrere della Parola del Vangelo, oggi, è a rischio d'infarto:
ci sono dei canali di recezione e di proclamazione che si sono ostruiti,
e spesso irreparabilmente, a causa delle infiltrazioni di elementi terreni,
piacevoli a recepirsi, ma pericolosi per la circolazione del sangue spirituale
della Parola in noi e attorno a noi.
Qualche volta, con una cura adeguata, si può rimediare al problema.
Altre volte, occorre il vero e proprio intervento: un bypass, che permetta di evitare i canali ostruiti e ricollegare il percorso vitale dell'organismo spirituale.
La chirurgia spirituale ha fatto passi da gigante, attraverso le esperienze sperimentate lungo il percorso storico, con le aggiornate testimonianze dei curati e dei curatori del problema circolatorio dello spirito, con gli strumenti sempre più moderni per accedere all'interno del sistema umano.
Manca solo la coscienza dell'ammalato, di colui che pur sapendo di essere infarcito da elementi nocivi, non si preoccupa più di tanto, e non sente l'urgenza dell'intervento, nè si dà da fare per accedere subito a una cura adeguata.
Il rischio di infarto si fa sempre più imminente, e solo il bypass dello Spirito ci può ricollegare i canali ostruiti della circolazione della nostra mente, della nostra anima e del nostro cuore. 

° ° ° ° ° ° ° ° ° " Quasar " ° ° ° ° ° ° ° ° °

Un quasar (contrazione di quasi-stellar radio source, radiosorgente quasi stellare)
è un oggetto astronomico che somiglia ad una stella
I quasar sono oggetti molto distanti
ed emettono più energia di dozzine di normali galassie.
Infatti, i quasar sono considerati tra gli oggetti più luminosi dell'Universo osservabile. 
L'enorme luminosità e le brusche fiammate di un quasar sono totalmente inimmaginabili per la mente umana: un quasar medio può incenerire l'intero pianeta Terra
da numerosi anni luce di distanza ed emettere tanta energia in un secondo
quanta il Sole ne emette in centomila anni.
Piccola, ma preziosa ed efficace potenza, quella del Vangelo, inimmaginabile nella sua efficacia agli occhi umani; solo il "telescopio" dello Spirito ci può fare intuire come questa realtà pulsante della Parola si propaghi in tutto l'universo umano e divino, riequilibrando e ridonando la vita alle realtà considerate perdute, e incenerendo con la potenza della sua luminosità tutti i falsi bagliori mondani e meramente umani che aspirano all'ipocrisia velata.
Umanamente, non lo si rileva; non appare, rimane nascosto, questo quasar evangelico, nel cuore dell'umanità; ma questo soggiacere non è mai mortale: è sempre seminatore della vita: di una modalità di vita nuova e rinnovante.
Anche le apparenze della sconfitta, delle violenze subite, sono solo migratorie e apparenti: quello che resta, negli sconvolgimenti e nelle distrazioni universali, è ciò che riappare, da lontano, come luce brillante, pulsante, determinante, quasi un piccolo punto di riferimento nella tenebra totale.
Nel quasar evangelico ritroviamo la Parola che si fa luce e riferimento, e si incarna nella missione del nostro essere e del nostro fare; quasar testimoniato sempre in piccolezza e da lontano, da molto lontano...Ma là, infine, ognuno deve tendere, se vuole rivivere attingendo a una sorgente di Verità. 

* * * * * * * * " Geroglifici " * * * * * * *



Leggere il Vangelo
non è semplice opera intellettuale e di sapienza umana.
Pur con tutta la buona volontà, questo è solo il primo passo per una autentica rilettura.  Infatti, la Parola del Vangelo, densa di Mistero, è proprio come il segno geroglifico che occorre decifrare e interpretare, anche attraverso l'ausilio di un "medium" che ne autentichi e garantisca sì l'interpretazione, ma sopratutto la sua applicazione.
Il segno misterico della Parola del Vangelo, inoltre, si arricchisce del percorso del progresso della cultura umana, con la quale entra in simbiosi, quasi in una "dialisi" benefica e rigenerante a livello culturale, spirituale, morale, ed infine anche intellettuale.
Come per il geroglifico antico, questa antichità diventa il vaglio e la garanzia per il progresso della Verità, che appare in quei segni come un dono, e richiede sempre l'animo paziente e sapiente dell'accostarsi ad essa.
Solo l'occhio penetrante e decifrante dello Spirito, del Grande Spirito che rivive in questi segni nella loro profondità, può aprire il cuore, la mente e l'anima di chi vi si accosta con sincertità e disponibilità, risuscitando attraverso la cultura antica il desiderio e la passione per una novità in evoluzione.
Che si attua in chiunque, leggendoli così,
li rivive e li rilegge nel vissuto di ogni giorno.
( P.S.:
Non è che per caso quell'immagine egizia lì sopra alluda all'Annunciazione dell'angelo a Maria? ...No, no di certo...Però...E quell'occhio, allo Spirito?...)

" Deus Absconditus "

"C'è abbastanza luce per chi vuole credere e abbastanza buio per chi non vuole credere" (B.Pascal)
Il Vangelo è l'orma di Dio...
In esso, possiamo sempre trovare; ma in esso, dobbiamo sempre cercare.
Ci viene dato qualcosa per l'amore di Dio,
ma ci viene nello stesso tempo tenuto sottratto qualcosa,
per il giusto timore di Lui.
Nell'atto in cui Dio si da nel Vangelo, nello stesso tempo da esso si sottrae,
per un sereno equilibrio della propria identità e del rapporto con l'umano.
Il Vangelo diventa così un camminare procedendo su una base concreta,
ma nello stesso tempo una ricerca che coinvolge la nostra attenta e preziosa collaborazione.
In tutto questo procedere Dio appare e si nasconde,
e resta per sempre nella sua piena e perfetta identità del Mistero.
Spiegare  il Vangelo con lo strumento della logica umana è un assurdo,
e finisce per ridurre tutto il messaggio nel limite e nelle strettezze del relativo, e spesso del negativo.
Il Vangelo è da comprendere, da accogliere "prendendolo in noi" con il cuore, la mente e l'animo nella disponibilità alla Verità, che si fa in noi, rendendoci a nostra volta coscienti di essere segni del Mistero di Dio.

. . . . . . . . . . " Sitz im leben " . . . . . . . . . .

Sitz
im leben:
Seduto
sulla vita
                             Quanto è importante il contesto!


Il Vangelo, di fatto, così com'è, non è un granchè, se non è ben messo "seduto" nel contesto del nostro vissuto; o volendo, se non facciamo viceversa: non ci mettiamo ben situati - "seduti" - nel contesto del suo vissuto. 
Altrimenti, ne risulterebbe uno sgorbio incomprensibile;
oppure, viceversa, noi risulteremmo sgorbi incomprensibili di esso.
Altrimenti, ancora, parleremmo in un modo, e si intenderebbe in un altro modo:
non ci troveremmo mai in sintonia: nè noi con il Vangelo, nè noi tra di noi.
"Stare seduti sulla vita" è basilare e necessario, urgente - specie oggi - per recuperare il contesto di un messaggio, e del messaggio evangelico in particolare: questo, infatti, è il primo "buon mezzo di comunicazione", affinchè ogni notizia sia efficace e sensata.
Se consideriamo il contesto del Vangelo alla luce del nostro contesto, ecco che allora tutto si riapre: anche uno sgorbio, in se stesso insignificante, diventa arte di vita, ci parla e ci comunica un messaggio nuovo e bello.
Anche le incomprensioni, in se stesse occasioni di divisione, si superano
e si situano in un contesto di vita, che porta a una nuova sintonia.
Ma per recuperare tutto ciò occorre avere lo sguardo del bambino e la sua fiducia in questa visione nuova, che fa situare tutto nell'ambito di una crescita umana e spirituale, e mai verso il tramonto del dato di fatto, chiaro e ben distinto, fatto e finito...nella morte.

________ " W A B I " ________

                                     
Ogni cosa  può essere fine a stessa, vista in se stessa, considerata così come appare, colta nell'apparenza esteriore, valutata materialmente e fisicamente, presa tale e quale, con la chiarezza e l'evidenza del dato di fatto...
Oppure, può essere rivista, rivisitata in un modo e con uno spirito nuovo, che riveste quella realtà - materiale o spirituale - donandole un "luccichìo", un "brillìo", che la fa apparire come una cosa "brillante", "interessante":  ecco cos'è lo "Wabi".
Anche per il Vangelo, è importante recuperare questo aspetto - suggeritoci dal mondo orientale - che fa essere la Parola di Dio un mistero vivo, brillante, lucente e interessante...  Anzitutto dentro di noi, e poi - in modo naturale - fuori, attorno.
E' questione di passare dalla semplice analisi intellettuale e delle idee - pur sempre da mantenere - all'incontro tra l'energia del mistero umano e la realtà in questione, qualunque essa sia: sia un sasso, sia la Parola del Vangelo...
Tutto può ricevere questa energia rinnovata e rinnovante dello "Wabi".

Se un oggetto o un'espressione può provocare dentro noi stessi
una sensazione di serena malinconia e un ardore spirituale, allora si può dire che quell'oggetto è " Wabi ".
Si può riassumere l'Wabi dicendo:
Il wabi nutre tutto ciò che è autentico accettando
tre semplici verità:
nulla dura, nulla è finito, nulla è perfetto.

Della falsa umiltà...


L'arte del pavoneggiarsi  non sfila solo tra le mondanità, ma spesso fa capolino tra un atto e l'altro dell'azione liturgica, della preghiera, della pratica pastorale e catechetica, della stretta osservanza religiosa e della forma più alta del servire evangelicamente.
Se poi entriamo nel momento della meditazione e del raccoglimento, ci accorgiamo ben presto che ci assalgono, proprio nei momenti più sacri al Vangelo, le tentazioni di grandezza e di superiorità al Mistero stesso.
Il Vangelo sembra non ci basti per essere veramente noi stessi...e allora cominciamo a fare la "ruota" attorno a noi, facendo vedere di più di quello che siamo...ma sempre con la dovuta cautela, e avanzando passo passo, quasi su una passerella spirituale.
E così, parlando del Vangelo, sul Vangelo, per il Vangelo, a nome del Vangelo, con il Vangelo, al Vangelo, finiamo per mostrare soltanto noi stessi...
pavoneggiandoci, e sfuggendo sempre a chiunque non apprezza il nostro apparire.

Dentro ciascuno di noi giace l'identità nascosta del pavone,
pronto a mostrare il meglio di sè...
E appena appare un'occasione, ecco l'apparire di noi stessi...ma con discrezione, con l'umiltà: quella appunto "del" Vangelo, quella che ci garantisce che tutto di noi è sempre il meglio, il massimo, e l'ottimo.
"Pavoneggiarsi evangelicamente", ovvero: la falsa umiltà.

"Ostensorio senz'ostia?"

Vangelo di sostanza o solo di accidenti?...
Dov'è finita la sostanza del Vangelo, il nucleo, l'esperienza centrale, interessante e referente?...
...Un'ostensorio senza la particola?...
L'esteriorità sta prevalendo, a scapito dell'interiorità?...
Un Vangelo proclamato, sì, ma spesso solo nella struttura e nel sistema dorato e bello del rito, della formulazione, delle parole, dei canti...a scapito della sintonia con l'energia centrale e centrale, irradiante il tutto?
Un Vangelo riformulato alla moda dell'umano, del mondano, delle mode, per accattivare e attirare a sè?
"Dal Vangelo secondo..."...la sola umanità?
Le regole della trasmissione e della missione hanno preso di mira la logica umana, prima che il farsi di un dono nella semplicità, prima dell'accogliere l'esperienza?
Stiamo puntando troppo sugli accessori del Vangelo, invece di accogliere e vivere "IL" Vangelo?...
Un Vangelo strutturato e sistemato, a scapito di un Vangelo proclamato?
Opera sempre più dell'umano, e sempre meno dello Spirito?...

Una "Password" per il Vangelo?...

Nell'ascolto
e nella predicazione
del Vangelo  è sempre necessario
avere una "Password"...
...Una chiave di accesso, per potersi connettere con l'esperienza in atto, e poter distinguere così le applicazioni del Vangelo stesso nelle sue infinite sfaccettature, e scegliere quella a noi più adeguata e sicura per essere noi stessi in Verità, scartando tutte le altre opzioni, che risulterebbero inutili e illusorie.
Vediamo alcune di queste "Password"...
CRISTO

MARIA
Supponiamo ora di ascoltare una predica, dove cominciamo a sentire queste parole: "Credete in Dio, e nel suo Figlio Gesù, che ci vuole bene e ci è vicino...
e con l'intercessione della Madonna, potremo continuare il nostro cammino della vita..."
... "ALT !" ...
Il messaggio non passa, al di là di semplice idea intellettuale, pensiero astratto, lontano e non applicabile, impossibile a "connettersi" con il vissuto.
E allora?...Come doveva essere? Cosa fare?... Come poter accedere al Vangelo e creare la connessione con l'esperienza? Abbiamo forse dimenticato qualcosa?...LA "PASSWORD"...?...
Già, proprio così. Inseriamola, e risentiamo le stesse parole, ora avvalorate e incarnate:
"Credere in Dio, e nel suo Figlio Gesù CRISTO, che ci vuole bene e ci è vicino...e con l'intercessione di MARIA, potremo continuare il nostro cammino della vita...".
Ora, tutto è OK.
Possiamo ascoltare e predicare, e distinguere così le parole del Vangelo ammaliate dal mondo, rivestite di fatuo e di illusione, di esteriorità e di funzione/finzione, da quelle di un "Euanghelion" nella Verità. 

Exit from the Shell !

 Esci dal guscio del Vangelo!...

Il Vangelo è una energia di potenza che non può stare racchiusa nelle belle preghiere, nelle comode funzioni, nelle chiare e distinte prediche che, fatte di idee e (pre)concetti, lasciano tutto il movimento della vita rinchiuso ermeticamente come dentro un uovo.
...E' una forza dirompente, una rivoluzione naturale e universale, che supera ogni barriera e rompe ogni guscio, scardina ogni incatenamento, esce da ogni schema, e mai per andare contro, ma sempre per andare "oltre" : al di là del muro morale (e spesso anche materiale) che ci creiamo, a nostra immagine e somiglianza.
"Esci dal guscio delle tue certezze- ti grida il Vangelo - per essere te stesso in Verità!"
Altrimenti il Vangelo, fatto per generare la vita, genera la morte; fatto per aprire. origina le chiusure; fatto per dialogare, genera i fanatismi; fatto per l'esperienza, rimane nella "credenza"; fatto per essere vissuto, finisce per essere temuto; fatto per costruire, finisce sempre col demolire; fatto per servire, finisce per umiliare; fatto per pregare, è sotterrato dalle preghiere; fatto per la fede, la nega nei fatti; fatto per esprimere, è ridotto a un rito; fatto per continuare, si blocca nel tradizionalismo; fatto per vedere, finisce per accecare, fatto per farci vivere, finisce per farci morire, come l'uovo sodo, o quello in padella...o come spesso avviene, riducendo tutto a una frittata.

Kès khossè?...


Che cos'è - diremmo, in francese - questo invito a entrare nel Vangelo e riscoprirlo?...
Ma forse - diremmo, in italiano - "che cosa è il Vangelo?"...
Entrare in un mondo antico, quello del Vangelo trito e ritrito?...
O affrontare un mondo nuovo, quello di un modo nuovo di interpretarlo e - sopratutto - di viverlo?
Che cos'è dunque questo Vangelo, per me?...
Che tipo di cosa è, tra le tante cose del mondo, che viaggiano dentro e attorno a me, nel traffico caotico e spesso frenetico della mia giornata?
Che senso ha?
Che valore?
Perchè?
"Euanghelion"...kès khossè?